HomeEconomiaLa proposta di Fitto. Una soluzione pragmatica, ma senza una strategiaFondi coesione, il governo fatica ad affrontare una crisi complessa. Affidarsi a strumenti di corto respiro non risolve affatto il problema. E la gestione delle risorse territoriali può riflettersi sulle prossime elezioniRaffaele FittoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 2 giugno 2026 – C’è una linea sottile che separa la flessibilità di un governo dalla navigazione a vista. L’ipotesi di utilizzare i fondi di coesione europei per tamponare la crisi energetica si colloca esattamente su quel crinale. Non è un’idea priva di razionalità contingente: in un contesto di vincoli di bilancio stringenti e di negoziati europei ancora incerti su eventuali deroghe al Patto di stabilità, attingere a risorse già disponibili può apparire una soluzione pragmatica. Ma è proprio questo pragmatismo a rivelare un limite politico più profondo.

I fondi di coesione, per come sono stati concepiti e implementati negli ultimi decenni, rappresentano uno degli strumenti più problematici dell’architettura europea. La loro efficacia è stata spesso modesta, in Italia come altrove, ostacolata da una combinazione di inefficienze amministrative, dispersione progettuale e utilizzo politico delle risorse. Tuttavia, essi rispondono a una logica precisa: ridurre i divari territoriali, rafforzare la capacità amministrativa e sostenere uno sviluppo strutturale di lungo periodo. Alterarne la destinazione significa intervenire non solo su una linea di bilancio, ma su un equilibrio politico-istituzionale delicato.