di
Enrico Marro
Il commissario europeo ai 27: «Ci sono le risorse per lo sviluppo locale». I fondi indicati sono tre: il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta (Jtf)
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lo aveva anticipato la scorsa settimana, a margine del G7 delle Finanze a Parigi. «Ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte», aveva detto riferendosi a strade diverse dalla deroga al Patto di Stabilità europeo, chiesta dall’Italia per far fronte al caro energia. E ieri una via è stata aperta dal vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, con una lettera ai ministri dei 27 Paesi membri responsabili della politica di coesione per spingerli a utilizzare «con urgenza tutti gli strumenti disponibili: l’Ue ha le risorse per rispondere, e dobbiamo mobilitarle adesso», scrive l’ex ministro italiano degli Affari europei.
Così, spiega, si potrebbero, per esempio, «ampliare le misure di sostegno per famiglie e imprese al fine di ridurre l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia». Insomma, proprio le risorse che il governo Meloni sta cercando per far fronte ai prossimi interventi sulle accise dei carburanti e sulle bollette. I fondi indicati da Fitto sono tre: il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta (Jtf). «Gli Stati membri e le Regioni possono agire su più fronti: creare nuovi strumenti finanziari per anticipare i pagamenti e adottare tutti gli adeguamenti programmatici necessari», scrive ancora il commissario Ue in quota Fratelli d’Italia.










