Accolta nel libro delle metamorfosi che anima la ricca letteratura da playoff, la gara 2 che la Virtus rovescia addosso alla Reyer, impattando la serie di semifinale, ribalta pure i bollettini della salute di due soli giorni fa. Una sta benissimo, una malissimo. Il contrario di quelle di sabato. Il poderoso coro bianconero cancella le sparute vocine della concorrenza, transitando fino al +30, doppiando la nemica a rimbalzo, specchiando due difese opposte. Il fortino di casa manda a sbattere architetti e manovali, quello ospite esce crivellato da colpi d’ogni tipo. L’esame è rinviato a giovedì, tutto di nuovo può cambiare. Chiaro che ora l’Olidata respira e sale in Veneto a cercare punti. Che non è detto troverà, intanto però abbiamo una serie. La Vu salta l’ostacolo perdendo di nuovo un pezzo: Vildoza esce dopo 13’ tenendosi un fianco, per una botta presa in mischia. Cammina, ma non rientra. Oggi sapremo.
La metamorfosi contagia tutti. Edwards distilla un 9/12 (6 triple) letale come veleno. Diouf (9/10, 11 rimbalzi) devasta le due aree, ben affiancato da Diarra (5/7, 5 rimbalzi), che lo appaierebbe, non finisse espulso per doppio tecnico (tacere è una virtù). Hackett è il capobranco che assalta e non sbanda di nervi quando l’abbattono con cinica ferocia (7 rimbalzi, 5 assist, più quello che in cifre non risulta). Morgan riaffiora in volate e tiri (5/11), entrando in quintetto perchè alla terna non piacciono i calzini di Edwards. Santa pignoleria, perchè il Boogie di rincorsa imita Batman. Jallow bracca Wiltjer, l’uomo nero di gara 1, e l’attacca. Infine, baciato dalla grazia nella metamorfosi, Nenad stavolta le azzecca. Soprattutto, tara la temperatura agonistica di una squadra che incendia l’arena di magnifiche vampate.













