Quelle richieste "non avevano nulla a che vedere con la politica", si trattava di pressioni ricevute e che riguardavano "la sfera femminile e sessuale". O almeno questo ha denunciato la sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, nel consiglio comunale del 28 maggio. La vicenda è stata portata all’attenzione pubblica pochi giorni dopo l’azzeramento della giunta, a causa di una crisi politica che – secondo qualcuno – doveva concludersi con le dimissioni della prima cittadina. Un caso a metà tra il politico e il personale, sulla quale saranno effettuati accertamenti.

Il suo lungo sfogo al microfono dell'aula è cominciato con una presa di coscienza: "Un anno fa mi sono fidata di consiglieri sbagliati - ha detto - mi hanno indicato strade sbagliate, hanno messo in discussione la mia dignità personale minacciando, dietro richieste che nulla hanno a che vedere con la politica, ma che riguardano la mia sfera femminile e sessuale, l'equilibrio di questa maggioranza. Io, in quanto primo sindaco donna della città, ascolto donne alle quali chiedo di denunciare qualsiasi uomo imponga la sua volontà e quindi devo essere da esempio".

E, trattenendo la commozione, ha proseguito: "Dico no a chi pospone ricatti personali a una reale esigenza politica. A questo non posso dire assolutamente sì". Poi il riferimento diretto all’ex assessore alle Opere pubbliche e allo Sport Luigi Marino, che si era dimesso prima dell’azzeramento delle cariche, con cui c’era stato un scontro sulla gestione dell’amministrazione: "L’ultima volta che ha parlato con me ha sottratto le chiavi dalla serratura della porta della mia stanza, un sequestro di persona che avrei potuto denunciare immediatamente considerando che nella mia stanza non era più possibile accedere da altre aperture". Marino ha presentato una denuncia dopo aver saputo di queste dichiarazioni.