Android
Android si prepara a rimuovere una limitazione che accompagna la piattaforma praticamente dalle sue origini. A partire dal Google Play System Update (GPSU) di maggio 2026, alcune applicazioni possono d’ora in avanti associare servizi di rete a una serie di porte di comunicazione “privilegiate”, tradizionalmente riservate ai processi di sistema. La modifica sembra piccola; in realtà tocca uno dei meccanismi storici del networking Unix e Linux.
Le porte con una numerazione inferiore a 1024 hanno sempre avuto uno status speciale. Di default HTTP usa la porta 80, HTTPS la 443, SSH la 22, FTP la 21: si parla di well–known ports. Storicamente soltanto processi con privilegi elevati potevano aprire questi endpoint sui sistemi Unix/Linux. Android, che ha alla sua base l’utilizzo del kernel Linux, ha mantenuto la stessa filosofia ma con restrizioni ancora più severe: le normali applicazioni non potevano utilizzare molte di queste porte, nemmeno quando l’utente voleva eseguire un semplice server locale sul proprio smartphone.
Google ha confermato che il cambiamento arriverà tramite Project Mainline, il sistema che distribuisce componenti di sicurezza e aggiornamenti infrastrutturali attraverso Google Play senza richiedere un aggiornamento completo del firmware. La funzione richiede Android 13 o versioni successive, kernel Linux 5.15 o più recenti e supporto GPSU.












