L’antisemitismo, che oggi vive un apice che non si riscontrava da decenni, agisce in modo subdolo, anche attraverso l’assunzione di punti di vista parziali, basati sulla rimozione dei fatti. Un’astuzia per avvalorare la mostrificazione di Israele di stalinaina memoria, a sua volta debitrice di due millenni di stereotipi antiebraiciPer spiegare l’antisemitismo riesploso in forma anche violenta il secondo dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, bisogna partire dal Trattato dell’argomentazione di Chaim Perelman, testo di riferimento degli studi di retorica contemporanei. Come si costruisce un falso? Basta selezionare i dati che servono all’abbisogna, legarli insieme logicamente e la teoria è bella e pronta. Solo che è, appunto, falsa. E falsa perché parziale, non importa se intenzionalmente o se per mancanza di ampiezza di pePer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Davide AssaelNato a Milano nel 1976, si laurea con lode in Filosofia teoretica sotto la guida di Carlo Sini, per poi approfondire i suoi studi teologici a Ginevra. Dopo aver svolto attività di ricerca e di organizzazione culturale per importanti fondazioni, ha fondato l’Associazione Lech Lechà, per una filosofia relazionale, di cui è anche presidente. Oggi è voce della trasmissione di RaiRadio3 "Uomini e profeti", docente di Geopolitica delle religioni all’Università di Verona e tiene il corso di Fondamenti del pensiero ebraico per la FIEP, Federazione italiana per l’ebraismo progressivo. Le sue ricerche si svolgono sul crinale biblico-filosofico.
Di storia e propaganda: lettera a un amico (immaginario) antisemita
L’antisemitismo, che oggi vive un apice che non si riscontrava da decenni, agisce in modo subdolo, anche attraverso l’assunzione di punti di vista parziali, basati sulla rimozione dei fatti. Un’astuzia per avvalorare la mostrificazione di Israele di stalinaina memoria, a sua volta debitrice di due millenni di stereotipi antiebraici






