HomeMilanoCronacaOperai come schiavi nel cantiere del consolato Usa, il racconto: “Paga dedotta per vitto e alloggio, alla fine prendevamo 2 euro l’ora”Un 27enne keniota aveva lavorato anche alla costruzione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Nairobi: “Pensavano che venendo qui la situazione sarebbe stata migliore”Gli operai lavoravano nel cantiere del nuovo consolato Usa a MilanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – "Parte della paga viene dedotta per l'alloggio e il vitto, guadagniamo meno di due euro all'ora e siamo nel 2026...".
Un 27enne keniota, operaio nel cantiere del nuovo consolato Usa a Milano, parla così delle condizioni di lavoro che hanno fatto scattare l'indagine della Procura per caporalato, che ha portato tra le altre cose al controllo giudiziario del colosso Usa delle costruzioni Caddell Construction.
"Ho cominciato a lavorare al cantiere della stessa ambasciata in Kenya, poi quando il progetto è terminato sono venuto qua", racconta il giovane in una video intervista ad Alanews. "Lo sfruttamento va avanti, siamo sottopagati e costretti a lavorare per molte ore. Per quanto riguarda lo stipendio è rimasto tutto oscuro: abbiamo firmato carte in italiano - lingua che io non parlo - pensando che la situazione sarebbe stata migliore. Effettivamente per quanto riguarda il salario veniamo pagati, ma parte della paga viene dedotta per l'alloggio e il vitto. E la situazione è ancora peggiore: finiamo per guadagnare meno di due euro all'ora e siamo nel 2026, si può immaginare".










