Nelle giornate molto soleggiate, il solare può portare all'«overgeneration» e a prezzi negativi dell'elettricità. La soluzione? Ammodernare le reti e installare sistemi di accumulo

Per anni, il principale ostacolo della transizione energetica è stato produrre più elettricità da fonti rinnovabili. Oggi, almeno in alcune parti del mondo, il problema sta cambiando. Solare ed eolico continuano a crescere rapidamente, anche grazie agli incentivi pubblici e al crollo dei prezzi, ma sempre più spesso generano grandi quantità di energia in momenti della giornata in cui la domanda non è sufficiente ad assorbirla. In gergo tecnico, questo fenomeno si chiama overgeneration e si verifica quando la produzione di elettricità, soprattutto da impianti fotovoltaici, supera la capacità della rete o la domanda effettiva di cittadini e imprese.

Come funziona l’overgeneration delle rinnovabili

L’overgeneration è particolarmente evidente nelle ore centrali delle giornate più soleggiate, quando milioni di pannelli solari producono contemporaneamente energia, ma famiglie e imprese non ne consumano abbastanza. Il risultato, spiega un articolo del Corriere, è che una parte dell’elettricità disponibile non può essere utilizzata e gli operatori sono costretti a ridurre temporaneamente la produzione degli impianti, una pratica nota come «curtailment». Secondo una recente stima di Bloomberg, nei prossimi mesi l’Europa potrebbe “sprecare” circa 40 terawattora di elettricità, una quantità paragonabile ai consumi annuali dell’intera area metropolitana di Londra.