“Giù le mani dalla sanità. La voce degli studenti”. Con questo slogan centinaia di giovani di Termoli, in provincia di Campobasso, hanno manifestato insieme alla società civile contro il provvedimento del commissario alla sanità che prevede il taglio delle unità di emodinamica all’ospedale San Timoteo. La chiusura costringerebbe molti pazienti a trasferimenti verso altri ospedali regionali o extraregionali anche in condizioni di emergenza cardiovascolare acuta. Il corteo si inserisce all’interno di una più vasta mobilitazione di protesta contro il Piano operativo sanitario 2026-2028 che proseguirà fino al 17 giugno tra assemblee pubbliche, presidi e incontri culturali.

All’iniziativa degli studenti ha partecipato anche il sindaco della città, Nico Balice: “Questa piazza mi ha emozionato tanto perché è una manifestazione che va al di là di qualsiasi colore politico”. Il primo cittadino ha spiegato di conoscere personalmente alcuni dei giovani manifestanti: “Oggi sono qui come società civile, una società che ha al suo interno tante risorse che possono fare bene al territorio”. Il Pos per il Molise, ha generato molte polemiche e anche il presidente della Regione, Francesco Roberti aveva commentato l’11 maggio, annunciando di voler fare ricorso al Tar. Il Piano, firmato dai commissari ad acta per la sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, prevede la riorganizzazione dei servizi ospedalieri, inclusa la chiusura, oltre all’unità di Termoli, anche del punto nascita di Isernia. “In 17 anni – ha detto Roberti – la Regione Molise ha speso 55 milioni di euro per mantenere la struttura commissariale senza ottenere alcun risultati, tutti i Piani adottati negli anni si sono rivelati sbagliati. Abbiamo chiuso i reparti e licenziato i primari e abbiamo anche peggiorato non solo il sistema sanitario, ma anche i conti. Questa è la dimostrazione che il tavolo tecnico romano non ha cognizione di quello che fa”.