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10 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:04
Un sistema commissariato dal 2009, un disavanzo allarmante e continue riduzioni dei servizi. La sanità pubblica in Molise arranca tra le proteste. Da oltre 40 notti il sindaco di Isernia Pietro Castrataro dorme in tenda davanti all’ospedale: chiede che non vengano fatti ulteriori tagli. Meno di un mese fa, oltre 7mila persone sono scese in piazza per una fiaccolata in difesa della sanità pubblica. Ma al momento poco o niente è cambiato. Anzi, ora si è aggiunto il parere negativo del Collegio dei revisori per il preventivo 2026 dell’Azienda sanitaria locale: “Non è un intoppo burocratico”, ha detto il primo cittadino, “ma l’attestamento di un fallimento gestionale sistemico“. L’ultima decurtazione? Le guardie mediche: per decreto del commissario passano da 44 a 16 poli principali a partire dal prossimo primo aprile, con le Case della comunità aperte per 16 ore al giorno e i poli di continuità assistenziali ridotti a 12. “Ancora una volta i territori sono stati ignorati, ancora una volta si tagliano servizi essenziali quando potrebbero essere colpite altre voci di spesa”, ha detto Castrataro. Per la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, è un “abbandono mascherato da riforma” , veri e propri presidi “cancellati dalle mappe”.






