Lei dice che lo amava. Racconta che il Rolex, l’iPhone, l’Audi A1 erano regali. «Faccio la barista, l’ho conosciuto al bancone. Prima eravamo amici. Poi ci siamo fidanzati. Volevamo andare a convivere ma sua madre lo pressava. Il divano? Era per tutti e due. Era il nostro dono per la futura casa nuova». Lui, «operaio semplice», 1500 euro di stipendio al mese, all’amministratore di sostegno che il giudice gli ha affiancato dopo che il suo conto corrente si era asciugato di 100 mila euro in un anno, ha scritto: «Io la amo. Voglio vivere con lei per tutta la vita». Credeva fosse amore Ma per i giudici non era amore. Era potere, controllo e raggiro. La donna è finita ai domiciliari su ordine del gip per circonvenzione di incapace. Un reato - da lei definito invece sentimento - perpetrato per l’accusa dal gennaio 2024 ai primi mesi del 2025. «Era una relazione sentimentale con rapporti sessuali - ha detto lei, interrogata - a me lui è sempre sembrato intelligente e autonomo. Non mi sono mai accorta di problemi psichici». Durante l’inchiesta anche l’operaio è stato sentito: «La sentivo quasi tutti i giorni. Per caffè, commissioni, cene. Pagavo io, ma per galanteria. L’Audi? Gliel’ho regalata per farle una sorpresa». Questa versione romantica è stata smontata non solo dalla procura, che indaga, e dal gip, ma anche dal tribunale del Riesame, che ha confermato i domiciliari per la barista. Durante l’inchiesta il giudice tutelare ha stabilito che l’operaio, assistito dall’avvocata Valeria Massolo, a causa della sua «incapacità di amministrare il denaro», abbia bisogno di un tutore. Una relazione da chiudere «Era solo una parvenza di relazione». «Lei non lo ha mai incluso davvero nella sua vita». L’indagata è «una donna scaltra, disinvolta e spregiudicata», capace di ideare un vero e proprio «piano di spoliazione», scrive il tribunale della libertà (presidente Stefano Vitelli e giudici Cristiano Trevisan, relatore e Stefania Nebiolo Vietti). Il fatto che il rapporto tra indagata e parte offesa poi sia «irrisolto», e che «lui la cerchi ancora», per i giudici indica «il pericolo di reiterazione del reato». È un’ordinanza, quella emessa nei giorni scorsi, dove i giudici analizzano un confine difficile tra stabilire nelle vite degli esseri umani. La valutazione dello psichiatra Dove sta il confine tra innamoramento e «stato di deficienza psichica»? Uno stato che, ricorda il tribunale, la Cassazione ha ricondotto «anche alla cosiddetta passione morbosa e cioè allo stato di patologico innamoramento». L’operaio, valutato dal professore psichiatra Franco Freilone, pur non avendo deficit cognitivi o problemi psichiatrici evidenti, sarebbe, in questa relazione, in uno stato di «deficienza psichica». Quindi in una «condizione di circonvenibilità». Sarebbe compromesso il suo «livello di reciprocità socio emotiva». Sarebbe un uomo limitato «nella capacità di riconoscere i propri stati emotivi e quelli degli altri». Eppure, quando si è innamorati, non è facile affinare questa abilità. La difesa giocherà le sue carte facendo leva anche su questo. Perché lei avrebbe approfittato di lui? Non siamo tutti obnubilati quando amiamo? Spese folle per lei Per amare ci deve essere «libertà di auto determinazione», ribadiscono i giudici. Quindi, libertà. E l’operaio non era in grado di scegliere davvero. Così ha speso 100 mila euro in un anno. Le ha comprato un iPhone. Poi la macchina. Il Rolex. Ingressi al Casinò di Saint Vincent, soggiorni al Grand hotel. Per «amore» ha aperto un fido da 3 mila euro e un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio da 17mila euro. «Ma non era amore», ha denunciato la madre di lui, che ha avviato l’inchiesta. Non lo era nemmeno per il tribunale. Non può esistere se uno dei due è fragile psichicamente.
Si faceva regalare auto e Rolex dal fidanzato: arrestata per circonvenzione di incapace
La donna è finita ai domiciliari: lui la riempiva di doni costosissimi. I pm: «Quell’uomo non era in grado di capire»








