Talk con Nicaso, Gratteri, Carlei, Bocci e Girelli al festival di Celico: «Ridefinire i linguaggi dei film sulla mafia»
CELICO – «Mancano film che spieghino la nuova mafia, una realtà che purtroppo rimane sconosciuta ai più. Noi magistrati dobbiamo fare un profondo mea culpa, perché per troppo tempo abbiamo continuato a raccontare una criminalità organizzata esclusivamente violenta, un’immagine parziale legata a spari sulle serrande, auto bruciate e omicidi. Questa era una rappresentazione corretta fino a dieci anni fa, ma oggi la realtà processuale ci dice tutt’altro». Non usa giri di parole Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, nell’aprire il suo atteso intervento al Teatro delle Arti di Celico. È l’atto conclusivo del Celico International Arts Festival, che ha chiuso i battenti con un talk su “Mafia tra realtà e rappresentazione”. Un dibattito serrato per analizzare come i linguaggi della fiction e del grande schermo possano talvolta distorcere o, al contrario, aiutare a comprendere il reale e complesso sistema del fenomeno mafioso contemporaneo. Un focus mirato a scindere i falsi miti delle narrazioni commerciali da quei racconti capaci, invece, di offrire strumenti autentici di analisi e contrasto culturale alla criminalità organizzata.










