HomeForlìCronacaLegalità, memoria e impegno. La vita da film di Pippo Giordano: "Mafia, un cancro da estirpare"Il regista Ettore Zito racconta in un documentario (martedì alla Rocca) la storia dell’ex ispettore della Dia, cresciuto a Palermo e forlivese d’adozione. Istituito anche un premio per studenti.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa mafia in Italia è una ferita aperta, fatta di sangue, paura, scelte difficili e persone che hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. Una piaga mai sanata contro la quale non ci si deve stancare di combattere.
È da questa consapevolezza che prende forma ‘Non mi arrendo! La mafia non è un film’, il docufilm scritto e diretto da Ettore Zito che martedì 14 luglio, alle 21, sarà presentato in anteprima alla Rocca di Ravaldino, sostenuto dall’assessorato alla Legalità del Comune. Il documentario ripercorre in una toccante intervista la testimonianza di Pippo Giordano, da anni residente a Forlì, ex ispettore della Direzione Investigativa Antimafia, cresciuto a Palermo e stretto collaboratore dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Attraverso il suo racconto emerge il valore di una scelta di vita: servire lo Stato e opporsi alla cultura della violenza e del potere mafioso. Un impegno proseguito con un’intensa attività di testimonianza nelle scuole di tutta Italia. "Una volta venuto a conoscenza della storia di Pippo – commenta Zito – non ho potuto non trasformarla in un film, anche perché la sua vita è già un film". Giordano è abituato a ripercorrere la sua storia, soprattutto davanti agli studenti: "Sento che il mio compito è quello di dare voce a chi non c’è più a causa della violenza. La mafia è un cancro e tutti abbiamo il dovere di cercare di eliminarlo".







