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Dietro una denuncia per stalking o per violenza psicologica spesso non c'è soltanto un fascicolo da esaminare. C'è una donna che ha vissuto mesi, a volte anni, di paura, isolamento, minacce e umiliazioni. C'è una persona che ha trovato il coraggio di rompere il silenzio e di chiedere aiuto.

Eppure, troppo spesso, la reale gravità di certe situazioni emerge soltanto quando la spirale della violenza degenera in episodi drammatici e irreparabili.

Senza alcuna generalizzazione e nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine, resta forte la percezione che alcune denunce per atti persecutori, minacce o comportamenti ossessivi possano talvolta essere considerate insufficientemente rilevanti nelle fasi iniziali delle indagini. Una percezione che alimenta timori e sfiducia nelle vittime.

«Ogni donna che decide di denunciare compie un atto di straordinario coraggio», afferma la Dott.ssa Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia. «Dietro quella denuncia spesso ci sono notti insonni, ansia, paura per sé e per i propri figli. Per questo nessun segnale dovrebbe mai essere considerato banale o irrilevante».