Circa 44 mila specialisti da tutto il mondo, oltre 7mila ricerche presentate: sale gremite, corridoi intasati da un via vai di persone. E nuove speranze. Anche per malattie per cui oggi le risposte sono davvero poche: i tumore del pancreas e dell’ovaio. Che però per i pazienti europei rischiano di rimanere solo una promessa. “Le politiche statunitensi con la clausola della Most Favoured Nation – che stabilisce il prezzo Usa a partire da quello più basso applicato in Paesi con un tenore di vita paragonabile - spingeranno le aziende a commercializzare i nuovi farmaci prima negli Usa e poi, una volta stabilito un prezzo conveniente, esportarlo in Europa”, commenta Gennaro Daniele, segretario di Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Direttore programma di fase I di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs docente di Farmacologia all’Università cattolica del sacro cuore di Roma.

La clausola capestro

Il fatto è che la clausola imposta dalla nuova amministrazione Usa obbliga le aziende farmaceutiche a vendere negli Stati Uniti un medicinale al prezzo più basso concordato in qualsiasi altro Paese del mondo che abbia un reddito pro capite comparabile a quello degli Stati Uniti. Ma nei paesi europei i farmaci sono solitamente pagati meno che oltreoceano. Se le cose continuassero ad andare in questo modo i listini negli Usa crollerebbero, e nessuno lo vuole. Risultato: le aziende non hanno alcun interesse a portare le innovazioni nei nostri paesi, non lo faranno. O lo faranno dopo anni rispetto agli Stati Uniti.