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Caldo e sicurezza sul lavoro: i sindacati delle costruzioni chiedono interventi

Gran caldo e sicurezza nei cantieri: i sindacati del settore costruzioni Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil chiedono un tavolo urgente alla Regione, "finalizzato all’attuazione territoriale del Protocollo quadro nazionale (Decreto ministeriale n. 95/2025) per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro". "La richiesta arriva mentre nel nostro Paese iniziano a registrarsi le prime ondate di calore e gli effetti del cambiamento climatico si manifestano con sempre maggiore frequenza e anticipo – spiegano i sindacati – . Un fenomeno che non può più essere affrontato con misure temporanee o emergenziali, ma deve essere ricondotto alla sua dimensione strutturale, se si vuole, come è necessario, considerare la protezione dei lavoratori dai rischi di infortunio connessi alle alte temperature, una priorità. Gli eventi di calore estremo possono infatti causare problemi di salute significativi come esaurimento da calore, colpo di calore e altre malattie legate allo stress termico. Un fenomeno che causa oltre 4mila infortuni l’anno in Italia, specialmente nei settori più esposti come l’edilizia. Per questo Fillea, Filca e Feneal "ritengono fondamentale definire strumenti operativi condivisi che consentano di prevenire i rischi legati alle alte temperature, garantendo al tempo stesso la continuità produttiva in condizioni di sicurezza". Tra gli interventi ritenuti prioritari, l’aggiornamento della valutazione dei rischi con particolare attenzione al microclima e allo stress termico, la revisione dell’organizzazione del lavoro nelle fasce orarie più critiche, la previsione di pause, turnazioni e possibili sospensioni delle attività in presenza di temperature estreme, oltre al ricorso agli ammortizzatori sociali in caso di eventi climatici avversi. Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil ritengono inoltre indispensabile rafforzare formazione, informazione e sorveglianza sanitaria, garantendo adeguate dotazioni di acqua, dispositivi di protezione individuale e strumenti idonei per chi opera nei cantieri, nelle attività svolte all’aperto e negli ambienti industriali. Da qui la richiesta di "un confronto ampio e strutturato che coinvolga istituzioni, parti sociali, associazioni datoriali, enti bilaterali e organismi competenti, con l’obiettivo di definire linee guida regionali condivise valide per tutto il territorio umbro".