Milano – Milano bollino arancione a fine maggio, con temperature intorno ai 35 gradi per più giorni di fila. Un problema per tutti ma in particolare per tutte le fasce di lavoratori che – per il tipo di professione svolta – non hanno la possibilità di rifugiarsi al chiuso con l’aria condizionata. Di fronte a ondate di sempre più intese, frequenti e prolungate è opportuno elaborare nuove strategie. La Uil Lombardia hanno sollecitato la Giunta regionale e le istituzioni per un intervento immediato e definitivo a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’obiettivo di misure permanenti e pronte a scattare in automatico
La confederazione sindacale si appresta a formalizzare la richiesta urgente di un provvedimento permanente che preveda la sospensione delle attività nelle ore più calde, superando la logica delle ordinanze contingenti emanate di anno in anno. L'obiettivo è l'introduzione di un dispositivo normativo strutturale che scatti in automatico al superamento dei 35 gradi o in presenza di tassi di umidità che innalzino la temperatura percepita.
"Non sono più eventi eccezionali”
"Il cambiamento climatico non è più un evento eccezionale, è la nostra realtà e la salute non può dipendere dalla tempestività di una delibera firmata a ridosso dell'emergenza", ha dichiarato il segretario generale della Uil Lombardia, Antonio Albrizio, chiedendo uno stop certo per il lavoro all'aperto o in ambienti non climatizzati. Il sindacato chiede l'apertura immediata di un tavolo istituzionale per definire l'automatismo del blocco, dalle ore 12 alle 16 nei settori più a rischio come edilizia, agricoltura e logistica sulla base dei bollettini Arpa, l'integrazione salariale garantita tramite l'accesso semplificato alla cassa integrazione con l'Inps e un piano straordinario di controlli da parte delle Ats e degli ispettorati del lavoro.















