Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, da sempre studioso di questioni politico-costituzionali, guarda alla proposta di nuova legge elettorale della maggioranza, sulla quale sarà audito mercoledì in commissione Affari costituzionali della Camera, con grave preoccupazione. Ma, tra le diverse riserve e perplessità che ha, quella che più lo turba è di ordine socio-politico. La soluzione individuata rischia di alimentare una contrapposizione bipolare esasperata e, così, di incentivare negativamente le evidenti e crescenti lacerazioni della società italiana.
Presidente, perché la preoccupa particolarmente il rischio di un’ulteriore spinta alla conflittualità nella nostra società?
"Mi colpisce che quasi nessuno veda il problema politico e sociale che sta dietro il meccanismo elettorale proposto. Viviamo in una società in cui gli scontri si moltiplicano: nella politica, nei social, finanche nei comportamenti individuali. E proprio in questa fase si immagina una legge che porta due blocchi l’uno contro l’altro armati. Invece di favorire equilibrio, incontro, compromesso, si costruisce, così, una macchina che esaspera il conflitto in politica e nella società. La democrazia parlamentare, al contrario, dovrebbe “servire“ a trasformare lo scontro in mediazione".













