La nuova legge elettorale non consegnerebbe pieni poteri a nessuna futura maggioranza. Giovanni Guzzetta, costituzionalista dell’Università Tor Vergata, analizza il nuovo sistema elettorale, il Bignami bis, con cui si andrà al voto nel 2027. Il premio di maggioranza per arrivare al 55% dei seggi? «Non vedo problemi di costituzionalità», risponde Guzzetta. Piuttosto il ripristino della distribuzione dei seggi con il proporzionale, se una delle coalizioni non dovesse arrivare almeno al 42%, consegnerebbe il parlamento del 2027 all’instabilità.

Bignami bis e tempi di approvazione

Domanda. Depositata per l'aula della Camera la Bignami bis, la proposta di maggioranza di legge elettorale, fissati anche i tempi: ok di Montecitorio per fine giugno, poi il Senato entro l’estate. Per le opposizioni si tratta di un'accelerazione inaccettabile.

Risposta. Una premessa è necessaria. Da che mondo è mondo, sulla legge elettorale si scaricano tutte le tensioni tra e dentro le coalizioni. Le proclamazioni politiche di ciascuno vanno dunque lette con questa lente, soprattutto in un contesto, come l’attuale, in cui mi sembra ormai iniziata una lunga campagna elettorale. Però, guardando le cose con un po’ di distacco, è evidente che i tempi di approvazione della legge non sono necessariamente solo il frutto di una scelta della maggioranza, ma anche imposte dalla volontà di rispettare l’impegno a varare una legge elettorale almeno un anno prima delle elezioni.