Senatore Alessandro Alfieri, responsabile riforme del Pd, come valutate le anticipazioni sulla riformulazione ‘Bignami bis’ della riforma elettorale?
"La maggioranza sta provando a correre ai ripari rispetto ai pericoli di incostituzionalità già paventati dalle opposizioni. Nel corso delle audizioni alla Camera costituzionalisti ed esperti hanno evidenziato i rischi che la legge non ottemperi alle sentenze della Consulta".
Che cosa non funziona nell’ipotesi che il premio scatti sopra il 42% e consti di 70 deputati e 35 senatori, pari al 17,5% degli eletti?
"Continuano a rischiare grosso. Le sentenze della Corte sono chiare. La legge elettorale deve coniugare rappresentanza e governabilità. Con questa formula, invece, se si dovesse produrre una polarizzazione tipo 47,5 a 47%, chi vince di poco rasenterebbe il 60%. Una situazione di grave squilibrio, in cui la maggioranza potrebbe essere quasi autosufficiente nell’elezione del capo dello Stato. Ma vorrei far presente che si tratta di una questione tutta interna al centrodestra. Abbiamo detto chiaramente che ci sediamo al tavolo solo per parlare dei problemi degli italiani, dalla sanità ai salari, e non siamo disponibili a legittimare forzature su riforme già apparecchiate di cui si pensa di gestire insieme solo i dettagli".










