Roberto Marti, segretario regionale della Lega e presidente della VII commissione Cultura in Senato, a fine febbraio il centrodestra ha depositato, in Parlamento, il testo di riforma della legge elettorale. Qual è il senso di questo provvedimento con il quale si dovrebbe votare il prossimo anno?

«Un sistema elettorale differente che punta a una cosa in particolare ovvero alla governabilità perché quello di cui il Paese ha bisogno è di non avere incertezze. Quindi questa sarà una legge elettorale che non fa vincere chi fa la legge elettorale, ma fa vincere conferendo la possibilità di governare il nostro Paese con una maggioranza qualificata, cosa che noi abbiamo sempre voluto e che vorremmo anche per i sindaci. Teniamo a non creare ingovernabilità, secondi turni e altre situazioni che portano i cittadini ad avere problemi».

Quindi con questa legge l’ingovernabilità potrebbe essere agilmente superata?

«Con il sistema elettorale attuale, si verificano problemi legati all’ingovernabilità, governi che non si assumono responsabilità. È una cosa statistica. Questa volta, noi abbiamo avuto la fortuna, dopo 12 anni, di avere una Presidente del Consiglio con una maggioranza realmente qualificata al Senato e alla Camera. Questo significa potersi assumere le responsabilità in tutti i sensi, nel fare bene e nel fare male e poi essere giudicati dai cittadini. Il Paese ha bisogno di stabilità».