Di fianco al Roya che porta ancora i segni della tempesta del 2020, la stessa che ha chiuso il colle di Tenda, i manifestanti in bici e skate bloccano il traffico sulla strada principale dietro lo striscione «1 tunnel e basta». È la «vélorution», la protesta organizzata ieri per dire «no» al raddoppio della galleria di Tenda (utilizzando il vecchio traforo) e chiedere più fondi per la ferrovia Cuneo-Ventimiglia. Partenza da Vievola, arrivo a San Dalmazzo di Tenda. «Siamo arrivati qui un anno fa, poco prima che il tunnel riaprisse, e abbiamo notato che il volume di traffico e inquinamento è aumentato – spiega all’ombra della tettoia della stazione di Vievola Marco, che prima di trasferirsi a Tenda viveva in val Susa -. Questo peggiorerà con il raddoppio del tunnel, perché probabilmente darà la possibilità di fare passare i mezzi pesanti». Gli antefatti: il progetto del Tenda bis è da tempo un’opera molto controversa a causa di costi, ritardi e anche un’inchiesta che aveva portato, nel 2017, alla revoca del contratto di appalto alla ditta che lo gestiva (non c’è stata nessuna condanna). Nell’ottobre 2020 la tempesta «Alex» ha interrotto il collegamento. Dopo 210 milioni di euro spesi, la nuova canna è stata inaugurata a giugno 2025. Nel progetto è previsto che venga rifatta quella vecchia. Il costo totale per averle lievita a 347 milioni, di cui circa 137 milioni da destinare all’antica galleria. Soldi che il collettivo franco-italiano «1 tunnel e basta» vorrebbe dirottare verso la ferrovia Cuneo-Ventimiglia, per esempio rimuovendo il limite di velocità di 40 km/h nella tratta francese, che allunga molto i tempi di percorrenza (2 ore da Cuneo a Breil, fino a 3 ore per raggiungere Ventimiglia).
Gli ecologisti francesi: il traffico soffoca la val Roya. E Rixi a sorpresa: bici nel vecchio tunnel
Ieri la protesta delle associazioni ecologiste da Vievola a San Dalmazzo di Tenda. Il viceministro leghista a sorpresa: disponibili a utilizzare il vecchio tun…













