Roma, 1 giugno 2026 – Donald Trump prende tempo sul memorandum con l’Iran, mentre il Medio Oriente resta sull’orlo di una nuova escalation. La Casa Bianca ha inviato a Teheran, attraverso i mediatori, una bozza con correzioni “piuttosto significative”, secondo fonti citate da Cbs News. Axios parla di impegni più stringenti richiesti sul programma nucleare e sul materiale fissile altamente arricchito. Il testo fisserebbe 60 giorni per negoziare sul nucleare iraniano e sulla revoca delle sanzioni Usa. Ma il New York Times parla di condizioni inasprite, difficili da accettare per gli ayatollah.

I punti della discordia

Gli scogli sono sempre gli stessi. Il primo è il programma atomico: Trump vuole la garanzia che l’Iran non possa mai costruire una bomba nucleare né procurarsela da un altro Stato. Collegato a questo c’è il tema dell’uranio già arricchito e stoccato nel Paese, con Washington che vuole definire tempi e modalità dello smaltimento.

Poi c’è lo Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti e la comunità internazionale chiedono di riaprire senza pedaggi, mentre Teheran rivendica quelli che considera i propri diritti. Il tempo stringe, ma la trattativa richiederebbe margini più larghi. Anche perché l’Iran non si fida. “Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico”, ha detto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. “Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti”.