La crisi 29 maggio 2026 alle 00:30Teheran pronta a firmare, Trump no. E Netanyahu vuole «il 70%» della Striscia

Washington.

Dopo settimane di accelerazioni e frenate, i negoziatori di Stati Uniti e Iran sembrano aver trovato un accordo per porre fine alla guerra. L’intesa, secondo le fonti americane e mediorientali citate da Axios, sarebbe stata raggiunta già martedì e sottoposta alla leadership iraniana, che si è detta pronta a firmarla. Ma Donald Trump vuole pensarci ancora «qualche giorno» prima di prendere una «decisione finale», mentre Teheran - ha ammesso un deputato iraniano - teme «l’imprevedibilità» del tycoon, «incapace di rispettare gli impegni presi». Di certo, ieri notte il il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato nuove sanzioni contro l’Iran sulle vendite di petrolio.

Il mediatore

Il mediatore pachistano e ministro degli Esteri, Ishaq Dar, vedrà a Washington il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Anche alla luce delle possibili misure anti-Teheran sul fronte commerciale. C’è poi da considerare che il Golfo Persico è di nuovo teatro di attacchi reciproci: mercoledì notte le forze americane hanno abbattuto droni iraniani nello Stretto di Hormuz e colpito per la seconda volta in pochi giorni un sito militare a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. In risposta i pasdaran hanno annunciato di aver preso di mira una base Usa nella regione mediorientale, senza precisare in quale Paese (ma il Kuwait ha respinto un attacco di missili e droni). Il Centcom (raccoglie le Forze armate Usa) ha denunciato «una grave violazione del cessate il fuoco», che resta sempre appeso a un filo.