di
Carlo D'Elia
Il cantautore che ha vinto due volte Sanremo sarà ospite alla Notte Bianca il prossimo 4 luglio. Codogno fu l'epicentro nel periodo della pandemia
A far partire il countdown sui social in vista dell’evento è stato, pochi giorni fa, direttamente il sindaco di Codogno, Francesco Passerini. Con un post ha annunciato alla città che, la sera del 4 luglio, nella centralissima piazza Cairoli, in occasione della Notte bianca, si esibirà il celebre cantautore Enrico Ruggeri. La notizia ha però acceso la polemica politica. A intervenire è stata Maria Cristina Baggi, capogruppo consiliare del Partito Democratico di Codogno, nel dibattito che sta animando la città simbolo della prima ondata della pandemia. Al centro delle critiche c’è la scelta di invitare proprio Enrico Ruggeri come ospite principale della manifestazione. A far discutere sono soprattutto le posizioni espresse dal cantante durante gli anni del Covid - di cui Codogno fu epicentro - in particolare sul Green pass e sui vaccini. Secondo l’opposizione, l’invito riaprirebbe una ferita mai del tutto rimarginata sul tema della coerenza istituzionale e della gestione della memoria della pandemia.
Negli ultimi anni, infatti, il Comune di Codogno aveva mantenuto una linea rigida nei confronti delle iniziative considerate scettiche rispetto alla gestione sanitaria dell’emergenza: aveva negato il patrocinio al convegno «Effetti avversi. Oltre al danno… la beffa» e preso le distanze dalla proiezione del documentario «Invisibili» a Palazzo Soave. «Una scelta che può essere compresa e persino condivisa - spiega Maria Cristina Baggi del PD -. Un’amministrazione pubblica ha il diritto, e in alcuni casi il dovere, di valutare se concedere il proprio patrocinio a iniziative che rischiano di avallare posizioni antiscientifiche».










