Si accende lo scontro politico e di cifre attorno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro della polemica ci sono il bilancio della società incaricata di realizzare l'opera, la composizione del personale e la restituzione di oltre 12 milioni di euro di finanziamenti europei.L'attacco di Bonelli (AVS): "Piramide rovesciata e 12 milioni da restituire all'Europa"
L'affondo arriva da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che contesta duramente la gestione della società Stretto di Messina:«Salvini deve restituire 12 milioni di euro all’Europa per la progettazione del ponte. Il bilancio della Stretto di Messina racconta molto meglio della propaganda di Salvini cosa sia oggi il Ponte sullo Stretto: non una risposta ai problemi del Sud, ma una macchina societaria costosa, costruita attorno a un’opera inutile e dannosa.Il dato è assurdo: su 116 dipendenti, 89 sono dirigenti o quadri e solo 27 sono impiegati. In un solo anno il personale aumenta di 32 unità, ma la crescita riguarda soprattutto le figure apicali. Questa non è una normale struttura operativa: è una piramide rovesciata pagata con soldi pubblici.A rendere il quadro ancora più grave c'è la deroga al tetto dei 240mila euro previsto per gli stipendi nelle società pubbliche, introdotta dalla maggioranza. Una deroga fatta su misura, che consente ad alcuni dirigenti della Stretto di Messina di superare quel limite, mentre il costo del personale continua a crescere. Intanto, la stessa società dovrà restituire 12,375 milioni di euro all’Unione europea perché i ritardi nell’iter approvativo non hanno consentito di rispettare i tempi previsti per le attività finanziate sulla progettazione esecutiva della parte ferroviaria dell’opera. È il conto salato che pagano gli italiani per un progetto portato avanti a colpi di propaganda, forzature e annunci».La replica di Ciucci (Ad Stretto di Messina): "Scelte strategiche, fondi UE recuperabili"









