E' un'Italia che ha messo un freno alla presenza degli animali domestici nelle famiglie quella descritta nel Rapporto Eurispes 2026. Secondo i dati relativi all'anno 2026, infatti, poco più di un terzo degli italiani (il 33,7%) dichiara di vivere con almeno un animale in casa. Se si considera la serie storica di questi dati, nel rapporto si rileva "una flessione nel 2026 rispetto al biennio precedente". Nel 2024 e nel 2025, infatti, rispettivamente il 37,3% e il 40,5% degli intervistati avevano dichiarato di vivere con un animale domestico, mentre nei primi mesi di quest'anno la percentuale è scesa al 33,7%, riportando il dato su valori vicini alla media del periodo 2017-2019.

E' un flusso che sale e che scende, però: nel rapporto viene infatti allo stesso tempo evidenziato che il numero di quanti vivono con un cane, nello specifico, è tornato a crescere nell’ultimo anno (+4% tra il 2025 e il 2026), interrompendo il "trend negativo iniziato nel 2023". A preferire il "miglior amico dell'uomo" sono in percentuale leggermente più elevata gli uomini (41,9%) rispetto alle donne (40,2%). Il gatto rimane invece la scelta d’elezione per il pubblico femminile (39,3% contro il 34,7% degli uomini) e la presenza del felino domestico rimane numericamente stabile da un anno all’altro. I dati Eurispes fondamentalmente attestano quanto le famiglie italiane siano multispecie e in pole position c'è, anche nel 2026, il cane come animale più diffuso (41%), seguito dal gatto (37,1%). Le altre specie accolte nelle case degli italiani sono gli uccelli (4,1%), le tartarughe (4%) e i pesci (3,3%). Sotto la soglia del 3% si posizionano criceti (2%), rettili (1,6%), conigli (1,6%), cavalli (1,2%), animali esotici (1,1%) e asini (0,4%).