PADOVA - Daniel Lowell, più comunemente Dan, Peterson: Fe-no-me-na-le! L'allenatore statunitense, 90 anni compiuti lo scorso 9 gennaio, curiosamente gli stessi dell'Olimpia Milano (che allenò per quasi un decennio dal 1978 al 1987, ritornando in panchina nel 2011), era ieri a Padova per partecipare ad un incontro, organizzato alla palestra Gozzano dalla Fondazione Sit (il direttore Andrea Schiavon come moderatore) con il supporto del Petrarca Basket e del torneo Massimo Mazzetto, che ha riscosso gran successo. Gremiti gli spalti e tutti i presenti rapiti ad ascoltarlo per più di un'ora. Oltre all'assessore allo sport Diego Bonavina e al presidente della Fip provinciale Flavio Camporese, c'erano "volti noti" del basket padovano tra allenatori, ex giocatori e dirigenti: su tutti il decano dei coach petrarchini Fabio Fabiano, sei anni più anziano di Peterson e ancora ogni giorno in palestra, che l'ha omaggiato della maglia con la scritta "Petrarca 1936" (insieme hanno spiegato il "saper essere squadra" e la "reciprocità": «Giochi per la scritta che hai davanti, non per il nome che porti dietro») e Tullio De Piccoli, da diversi anni stabilito in provincia, che evocato da Peterson («Era un panchinaro ha ricordato - ma con una palla recuperata, gettato sul parquet quando Meneghin era fuori per falli, mi ha quasi fatto vincere la finale di Coppa delle Coppe con il Real Madrid») l'ha abbracciato a testimonianza dell'affetto che gli ex giocatori hanno mantenuto per il mitico Dan.