Malattie reumatiche e autoimmuni

31 maggio 26 Paziente di 83 anni con quadro di infiammazione sistemica importante (PCR ~96 mg/L, VES 123), anemia da infiammazione e sintomi compatibili con polimialgia (rigidità mattutina, dolore prossimale, buona risposta iniziale al cortisone).

Dopo sospensione (48h) del cortisone per PET ha avuto un peggioramento significativo (esclusa sopestta lesione polmonare); attualmente è in terapia ma a dose ridotta (circa metà della precedente efficace, medrol 16), con persistenza di dolore e flogosi elevata.

Alla luce di questo, ritiene indicato ritornare temporaneamente alla dose efficace precedente di cortisone per ristabilizzare il controllo della malattia prima di riprendere uno scalaggio più graduale?». la paziente ha anche glaucoma trattato

In un quadro di polimialgia reumatica ove si sia esclusa una arterite mediante PET/TC, la persistenza di sintomi e degli indici infiammatori elevati nonostante la terapia può far pensare a una malattia non completamente controllata. Va però ricordato che non tutti i casi hanno la stessa sensibilità ai corticosteroidi: esistono forme cosiddette “steroide-resistenti” o “steroide-dipendenti”, nelle quali la risposta iniziale è buona ma la riduzione della dose si accompagna a una rapida riaccensione dell’infiammazione. Ciò può dipendere da una maggiore aggressività del processo infiammatorio, dalla presenza di condizioni associate o, talvolta, da diagnosi che richiedono una rivalutazione nel tempo.