Malattie reumatiche e autoimmuni
19 luglio 26 Salve. Ho scoperto a 84 anni di soffrire di artrite reumatoide senile. Dopo un periodo di cortisone, idrossiclorochina 200 mg bid ha cominciato a fare effetto, garantendomi il pieno controllo della malattia. Dopo un anno, il reumatologo ha provato a ridurre la dose a 200 mg una volta die, ma dopo un po ho avuto una riacutizzazione, risolta tornando a 400 mg complessivi. Adesso, a 91 anni, si vorrebbe fare un secondo tentativo. Voi che ne pensate? In caso, assumere omega 3 farmaceutici oppure vitamina e in funzione antinfiammatoria potrebbe aiutarmi nello scalaggio?
Grazie
L'idrossiclorochina è uno dei farmaci di fondo più consolidati per il trattamento di alcune forme di artrite e, quando è efficace, rappresenta generalmente una terapia molto ben tollerata anche nel lungo periodo. La dose viene sempre adattata alle caratteristiche del paziente, in particolare al peso corporeo, poiché il rapporto tra dose e peso è uno dei principali fattori da considerare per mantenere un buon profilo di sicurezza. Per questo motivo è importante che il dosaggio venga periodicamente rivalutato dal reumatologo.
Tra gli aspetti da monitorare nel tempo vi è soprattutto la possibile tossicità retinica, un evento raro alle dosi raccomandate ma che giustifica l'esecuzione di controlli oculistici periodici con esame del fondo dell'occhio e degli altri accertamenti ritenuti opportuni dallo specialista.







