di
Alessio Ribaudo
L'intervista a Matteo Sommacal, 20 anni: «Di loro mi mancano le cose piccole. Sapere che non arriva un messaggio, non sentire le loro voci, guardare un punto in casa e pensare che dovrebbero essere lì»
DAL NOSTRO INVIATOGENOVA - Matteo Sommacal è alto quasi un metro e novanta, ha il fisico scolpito di chi per anni ha praticato ginnastica artistica. Spalle larghe, postura da atleta: uno fatto per sostenere gli altri. Ieri, invece, sono stati gli amici a fare scudo a lui, dentro e fuori dalla chiesa di San Francesco, a Pegli, dove le bare di sua madre Monica Montefalcone e di sua sorella Giorgia erano una accanto all’altra.
Ha 20 anni e ha perso quasi tutto: la mamma, docente all’Università di Genova, e la sorella maggiore, morte il 14 maggio nelle grotte sommerse delle Maldive con altri tre sub. Al Corriere parla con un filo di voce, ferito da ciò che ha letto sui social e in alcune ricostruzioni sui media.














