a
C’erano migliaia di studenti, circa duemila, ad accogliere all’esterno della chiesa di San Francesco a Genova i feretri della professoressa Monica Montefalcone e di sua figlia Giorgia Sommacal, morte durante un’immersione nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, lo scorso 14 maggio. Sulle bare c’era una foto che ritraeva le due giovani donne sorridenti e con il mare alle spalle. Oltre a Giorgio Sommacal, marito di Monica e papà di Giorgia, e al figlio minore, alla cerimonia funebre hanno partecipato decine di amici e colleghi della docente. Tra le autorità erano presenti il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, il presidente del Consiglio comunale Claudia Villa e la consigliera comunale Paola Bordilli e il rettore di UniGe Federico Delfino. Ad aprire la funzione don Pierino Cattaneo, ex parroco di San Francesco, che ha ricordato Monica, Giorgia e la fede della famiglia. "Ho incontrato Monica e Carlo nella preparazione al matrimonio che ho celebrato il 19 dicembre 2004 - ha detto don Pierino -. Posso dire che la celebrazione del matrimonio cristiano, per Monica è stata un’autentica conversione, l'inizio del cammino nella maturazione della fede, nell'impegno impegno della vita cristiana". Il parroco ha ricordato anche il tatuaggio sul braccio di Monica: "Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me”. “Profezia? destino? In questa frase c'è la fede incondizionata, - ha spiegato il sacerdote - quel signore che amavano è venuto a prenderla in quel mare dove lo cercava nascosto nella bellezza sommersa e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù".










