Migliaia di persone si sono riunite nella chiesa di San Francesco di Pegli, a Genova, per partecipare ai funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, morte con altri tre sub il 14 maggio scorso alle Maldive durante un’immersione nelle grotte di Alimathà. Alla funzione, celebrata in forma privata dall’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, hanno partecipato parenti, amici, colleghi e studenti. I feretri sono arrivati poco prima delle 11: una bara in legno scuro per la docente universitaria e una bianca per la figlia, al centro una foto che le ritrae insieme con il mare sullo sfondo. Intanto, proseguono le indagini per chiarire cosa ha portato al drammatico incidente che insieme alla madre e alla figlia, ha causato la morte anche di Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.

Sul piazzale della chiesa alcuni ragazzi hanno intonato una canzone di saluto e si sono radunati attorno a Matteo Sommacal, il figlio di Montefalcone. Le loro voci hanno accompagnato i due feretri che lasciavano la chiesa ricoperti di fiori bianchi. “È davvero bello vedere come anche gli amici stanno supportando questa famiglia, questo frangente così difficile della vita, di cui è difficile trovare una motivazione – ha detto mons. Tasca – Ho visto come gli amici di Matteo gli stavano vicini, è una cosa bellissima. Come davvero si sentivano uno con lui”. La funzione è stata aperta dal parroco di San Francesco di Pegli, don Pierino Cattaneo: “Confesso la mia inadeguatezza davanti al mistero della morte – ha detto di fronte alla chiesa gremita – Sul braccio Monica aveva un tatuaggio dal salmo ‘se dovessi camminare in valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me‘. Quel signore in cui credeva e si fidava è venuto a prenderla in quel mare in cui lei lo cercava e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù”.