Una ricerca pubblicata ha analizzato oltre 574mila notti di sonno monitorate in più di 85mila persone. I risultati suggeriscono che recuperare ore di riposo la notte successiva a un riposo insufficiente è in grado di attenuare l’aumento del rischio di mortalità associato alla privazione di sonno
Con l’arrivo delle prime ondate di caldo, per molte persone le notti diventano più corte, frammentate e difficili da gestire. Temperature elevate anche dopo il tramonto, umidità, luce più prolungata e ritmi alterati dell’estate possono infatti compromettere la qualità del sonno, rendendo più difficile addormentarsi e aumentando i risvegli notturni. Non è un caso che diversi esperti parlino ormai di “insonnia estiva”, un fenomeno che tende a peggiorare proprio nei mesi più caldi.
I medici raccomandano almeno 7 ore di sonno per notte e dormire meno è stato associato a un invecchiamento accelerato e a un rischio più elevato di infarti, ictus e persino morte precoce. Ma potrebbe esserci una buona notizia per chi dorme poco. Nella nuova ricerca pubblicata su Nature Communications, i risultati parlano chiaro: le persone che dormivano più a lungo la notte successiva a una notte di sonno insufficiente sembravano meno esposte agli effetti negativi, in particolare al rischio di morte negli 8 anni successivi al periodo di osservazione, rispetto a chi non recuperava ore di sonno extra.







