Nelle suole delle scarpe e sui tappetini dell’auto di Alberto Stasi non c’erano tracce di sangue. Questo è l’elemento che, secondo il genetista Giorgio Portera, lascia dubbi sulla colpevolezza per il delitto di Garlasco dell’allora fidanzato di Chiara Poggi. Se fosse stato nella villetta al momento dell’omicidio, difficilmente sarebbe riuscito a pulire perfettamente le calzature indossate.
La tesi sulla traccia a V
Le scarpe senza tracce di sangue
I tappetini dell'auto puliti
La tesi sulla traccia a VIntervistato da Il Giorno, il genetista forense Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris di Parma, ha sottolineato che “La traccia a V non ha la forma di un’orma di scarpa, richiama solo una minima parte di una suola simile alla Lacoste”.Secondo l’esperto, “non essendoci tratti caratteristici, e non vedendo realmente un’orma di scarpa, non è possibile ricondurla certamente a una suola”.ANSAPortera ha segnalato inoltre che “dalle ricerche che con i miei collaboratori abbiamo svolto nella banca dati delle suole, confermo che esistono altre scarpe con lo stesso disegno”.Le scarpe senza tracce di sangueIl 14 agosto 2007 Alberto Stasi consegnò tre paia di scarpe agli investigatori, tra cui le Lacoste che avrebbe indossato il giorno prima, ovvero quando era stata uccisa Chiara Poggi.Alla domanda se sia possibile che le calzature si siano ripulite nelle camminate fatte da Stasi il giorno 13, il genetista forense è perplesso.








