Alberto StasiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciGarlasco (Pavia) – Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris di Parma, è un genetista forense che si è occupato di molti clamorosi casi di cronaca.
Dottor Portera, si può ragionevolmente pensare che la traccia a V sia stata lasciata dalle Lacoste di Alberto Stasi o che non sia piuttosto da attribuire a una delle tante persone che entrarono in casa Poggi?
“La traccia a V non ha la forma di un’orma di scarpa, richiama solo una minima parte di una suola simile alla Lacoste. Non essendoci tratti caratteristici, e non vedendo realmente un’orma di scarpa, non è possibile ricondurla certamente a una suola. Inoltre, dalle ricerche che con i miei collaboratori abbiamo svolto nella banca dati delle suole, confermo che esistono altre scarpe con lo stesso disegno”.
La mattina del 14 agosto 2007 Stasi consegna le Lacoste che indossava il giorno prima e altre due paia di scarpe. È pensabile che le suole si siano ripulite nelle camminate fatte da Stasi il giorno 13?
“Non è scontato che chi entra su una scena del crimine con molto sangue, sporcando le scarpe, con il successivo utilizzo mantenga ancora residui ematici. Certo è che la consuetudine ci dice che i residui di sangue persistono anche con un successivo utilizzo, ma ci sono molte variabili come tempo e modo di camminare, che condizionano la permanenza del sangue sulle scarpe”. Un primo piano degli occhi di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, la ragazza uccisa nella sua casa di Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. ANSA /EMMEVI






