L’inflazione è scesa, la Banca centrale europea è (in gran parte) soddisfatta e le ricadute della guerra in Iran sono per ora in buona misura sotto controllo. Eppure una spesa al supermercato continua a sembrare un piccolo atto di autolesionismo finanziario.
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La risposta più semplice è che un’inflazione più bassa non si traduce automaticamente in prezzi più bassi al supermercato. Un’inflazione contenuta significa soltanto che i prezzi crescono più lentamente di prima, mentre i danni provocati dallo shock sui prezzi alimentari più violento di una generazione sono ormai incorporati, e quell’effetto non scomparirà tanto presto.
1. I prezzi non sono mai tornati giù. Hanno solo smesso di correre
Ecco l’inganno delle statistiche sull’inflazione. Quando gli analisti dicono che l’inflazione alimentare è «scesa al 2,8%», intendono che il cibo diventa più caro a un ritmo più lento, non che sta diventando più economico. Quando l’inflazione scende i prezzi non tornano indietro: semplicemente smettono di salire così in fretta. La montagna resta lì, anche se l’ascesa rallenta.








