Accelerano i prezzi energetici, i trasporti e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. Ad aprile 2026 gli occupati raggiungono quota 24 milioni 337mila, ma la disoccupazione è in aumento nella fascia 35-49 anni
«Un effetto di freno alla dinamica dell’inflazione si deve ai prezzi dei beni alimentari, che mantengono sostanzialmente stabile il loro ritmo di crescita. Invariata è anche la dinamica dei prezzi del “carrello della spesa” (ferma a +2,3%)». Lo evidenzia l’Istat nel suo commento alle sue stime preliminari dell’inflazione di maggio. «Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona resta stabile a +2,3%, mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sale leggermente (da +4,2% a +4,5%)», si legge nella nota.
Ma la stima annuale dell’inflazione è destinata a salire
Secondo le stime preliminari, a maggio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione di +0,4% su mese e +3,2% su anno (da +2,7% del mese precedente). L’accelerazione dell’inflazione risente prevalentemente dei prezzi energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,6%), energetici regolamentati (da +5,3% a +5,8%), servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,8%) e servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3%). A maggio l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accentua il ritmo di crescita (da +1,6% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,1%). I prezzi dei beni e dei servizi registrano un’accelerazione su anno (da +3,1% a +3,5% e da +2,4% a +2,8%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo.









