Da una parte, quella di Marialina Marcucci, la disponibilità con la Rete Civica a sostenere e partecipare ad un progetto amministrativo di largo campo, ma vincolata dalla richiesta di garanzie: blindare l’accordo col campo largo con un apparentamento per ristabilire, in caso di vittoria, anche gli equilibri in consiglio comunale. Dall’altra, quella di Federica Maineri, la volontà di includere, per tentare di allargare la base elettorale della coalizione e dare una rappresentanza agli oltre settemila votanti che avevano guardato alla manager dal tocco d’oro per il futuro di Viareggio, ma non al costo di minare l’autosufficienza di un’eventuale futura amministrazione. E per entrambe, ancor più che garantirsi un posto al sole in piazza Grande, la determinazione a salvaguardare la squadra con cui hanno affrontato la campagna elettorale. È questa ostinata intenzione che ha unito e diviso le strade della leader della Rete Civica Marcucci, grande (come la sua dote di voti) esclusa dal ballottaggio; e della candidata sindaca del centrosinistra Maineri. Questione di "rispetto dell’elettorato" incitano i fan della prima, prima di tutto la "Coerenza" replicano quelli della seconda. "Così ci facciamo male" avvisa, da entrambi i fronti, chi con le fratture del centrosinistra ha già fatto il callo.
Una giornata particolare. Le diplomazie a lavoro per salvare l’accordo tra Maineri e Marcucci
Dopo la rottura delle trattative della Rete dei Mon Amour interviene il centrosinistra "L’apparentamento richiesto avrebbe cambiato il volto della coalizione in consiglio". Ma le porte restano aperte: "Per un patto trasparente sui programmi".








