L’onda progressista per sole 160 lunghezze non è riuscita a raggiungere la riva di piazza Nieri e Paolini. Si è infranta ad un passo dal Palazzo, sullo scoglio "della continuità amministrativa" garantita dall’assessora al welfare Sara Grilli, che ieri ha raccolto il testimone politico dal sindaco Giorgio Del Ghingaro. Ma “Ferma Mai“, lo slogan che ha accompagnato Federica Maineri durante la campagna elettorale, diventa, comunque, un impegno: sui banchi del consiglio comunale, da capogruppo dell’opposizione, siederà "Insieme a quel quasi 50% di città che ha chiesto un altro metodo di governo – garantisce la candidata sindaca del centrosinistra –. Portando le nostre aspettative, le nostre richieste, il nostro modo di vedere e sentire Viareggio. Perché quello che emerge all’esito di questo ballottaggio è il profilo di una città divisa, spaccata in due. E noi – prosegue Maineri – saremo la voce di quella metà che ha cercato e chiesto un cambiamento. Noi ci saremo".
L’arrivo di Maineri al comitato elettorale di via Cairoli – rimasto in sospeso per poco meno di un’ora sull’altalena dello spoglio, tra un allungo e una rincorsa, tra l’esultanza e la delusione – coincide con quello dei dati dell’ultima sezione scrutinata, la 55 di Torre del Lago. La frazione tsunami per il campo largo, che l’Area Civica a braccetto con il Centrodestra Unito ha cavalcato fin sulla cresta del Municipio. E al quartier generale dei “Fermi Mai“, Maineri viene accolta dagli applausi, capaci di coprire l’esultanza che soli a duecento metri esplodeva invece nella casa dei “grillini“ in via Battisti, indossando un incrollabile sorriso. Più forte della delusione, forte come ogni abbraccio che riserva a chi l’ha accompagnata in questo percorso: "Hai fatto il possibile per provare a scrivere una storia nuova" sussurra chi l’ha sostenuta. Ma a volte il possibile non basta...







