HomeCesenaCronacaEnzo Ferrari in crisi salvato dall’abate del MonteNel 1957 il ’Drake’ meditò di lasciare l’automobilismo dopo una tragedia stradale, l’amico don Alberto Clerici lo confortò e lo dissuaseNel 1957 il ’Drake’ meditò di lasciare l’automobilismo dopo una tragedia stradale, l’amico don Alberto Clerici lo confortò e lo dissuaseRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCesena, primavera 1957 all’alba. Destò meraviglia - allora la gente si svegliava presto- il rombo e il lampo rosso d’una berlinetta Ferrari che sfilava veloce lungo la via Emilia per svoltare verso Porta Santi e risalire svelta i brevi tornanti verso l’abbazia del Monte, ove sostò. Nessuno, in quel tempo a Cesena e dintorni, possedeva un’auto con il già prestigioso stemma del cavallino rampante. Solo diversi anni dopo si seppe chi era il misterioso visitatore che scese dalla Ferrari per bussare alla porta del monastero. Era Enzo Ferrari in persona, partito da Modena avanti l’alba, in compagnia dell’autista e di Romolo Tavoni, il suo fido meccanico. Erano giorni angosciosi, quelli, per Ferrari: la tragedia alle Mille Miglia su strada, maggio 1957, d’una sua auto da corsa uscita di strada provocando undici morti, aveva sconvolto il costruttore. E perchè Ferrari, cattolico ma non certo ‘baciapile’, era venuto proprio all’abbazia benedettina di Cesena? Perché in quel tempo l’abate del Monte era il benedettino modenese don Alberto Clerici, amico di Ferrari sin dai tempi della loro giovinezza, tanto da aver celebrato diversi anni prima il matrimonio di Enzo in duomo a Modena. Il ‘Drake’ inoltre era rimasto turbato dai duri attacchi della stampa soprattutto cattolica sulle troppe vittime causate dalla gran passione per le corse motorizzate.