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«L’Autorità di regolazione dei Trasporti ha definito il Piano economico-finanziario «adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto». «Non c’è nessuna approvazione, il Governo porti il Piano in Parlamento». L’ennesimo braccio di ferro sul Ponte vede, da un lato, la “Stretto di Messina” e, dall’altro, le opposizioni con in testa il senatore siciliano Antonio Nicita.
Il vicepresidente del gruppo del Pd a Palazzo Madama sollecita un’immediata trasmissione degli atti alle due Camere e presenta un’interrogazione urgente, lanciando un affondo rivolto alla società statale, amministrata da Pietro Ciucci. «La “Stretto di Messina”, nel solco della nota propaganda di Governo, parla di “parere positivo” che sarebbe stato rilasciato dall’Art e di “passo avanti verso la nuova delibera Cipess”. Ma affermare che il parere dell’Autorità «approva» il Piano economico-finanziario è una clamorosa “fake news”. Infatti, non solo l’Art non usa mai la parola “positivo” o “approvato”, ma nel suo parere l’Autorità elenca una preoccupante dozzina di nuovi e pesanti rilievi: nessun recupero di efficienza per trent'anni, poste figurative anomale, rischio traffico e inflazione scaricati fuori dal concessionario e un canone ferroviario stimato a zero che fa finire tutti i costi comuni sul pedaggio stradale. Definire “positivo” questo elenco di criticità, con l'Autorità che chiede di fatti un nuovo Piano, è pura propaganda, significa riscrivere il documento mentre lo si cita». Nicita, nella sua interrogazione ai ministeri delle Finanze e dei Trasporti, aggiunge: «C’è poi il nodo delle tariffe, perché i 27,43 euro a veicolo del vecchio Piano sono una media di sistema che regge solo scaricando prezzi più alti ai Tir e immaginando esplosione di volumi. Chiediamo che il Piano economico-finanziario integrale e la Convenzione aggiornata siano trasmessi alle Camere affinché tutti possano verificare i rilievi posti dall’Art».








