Qualcosa è sparito
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L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, in Provincia con i sindaci della Brianza
"La giovinezza non è una malattia da accudire con supporti e servizi né un mercato di consumo, ma una transizione verso la vocazione del diventare adulti. Denatalità e paura del futuro, cioè del creare una famiglia, avere figli e fare attività d’impresa, stanno portando al declino della società europea. La cultura della Brianza rischia di crollare". È il grido d’allarme lanciato ieri dall’arcivescovo Mario Delpini ai sindaci della Brianza, nella sede della Provincia, durante l’incontro sul tema dei giovani, fra disagio sociale, lavoro, abitare. L’incontro è stato organizzato dalla Commissione per l’animazione socio-culturale della Zona V. In continuità con la positiva esperienza dello scorso anno, nella preparazione del dialogo è stato coinvolto il “tavolo-giovani” della Zona V che ha elaborato riflessioni e proposte. Il presidente della Provincia, Luca Santambrogio, ha posto l’accento sulla visione dei ragazzi rispetto al lavoro, non più perno della vita, ma fonte di sussistenza che deve lasciare spazio a passioni e interessi. "Stiamo predisponendo progetti per rendere appetibili gli enti pubblici ai giovani - le parole del presidente -, i nostri enti stanno morendo perché nessuno vuole più venire a lavorare nei Comuni". Il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, ha sottolineato l’emergenza abitativa per i giovani, spesso troppo poveri per accedere al mercato immobiliare e troppo ricchi per rientrare nei parametri delle case comunali. Delpini ha messo in guardia dalla seduzione della “quantità” come unico scopo di imprese e proprietari immobiliari, orientati unicamente al guadagno. "Le case non servono per fare soldi - ha detto l’arcivescovo - ma per dare un alloggio alle persone, sempre con affitto equo e garanzie". Dalla parte dei giovani, Riccardo Sala, consigliere comunale di Muggiò ed educatore d’oratorio, che ha proposto tre idee per coinvolgere i ragazzi nella vita civile: "Creare luoghi capaci di coinvolgere e far interagire diverse generazioni. La seconda è la “doula” di comunità, una figura capace di accompagnare persone e famiglie nelle fasi di nascita, malattia, lutto e momenti di difficoltà. La terza è una banca di comunità, intesa come strumento di scambio di tempo, competenze, passioni e strumentazioni". Sara Dossola, sindaca di Lesmo, ha accennato alla banca dati in costruzione, su 8 Comuni, per far dialogare enti pubblici, scuole, oratori e Terzo settore.








