Aumenta la percezione di precarietà dei trasporti pubblici in Appennino, anche nel bolognese e non solo sui crinali. Nella zona collinare di Monte San Pietro, a poco più di 100 metri di altitudine ma in un territorio sparso, "abbiamo un problema di trasporti e abbiamo assolutamente bisogno di avere un’intermobilità", una combinazione tra più modalità di trasporto, più "efficace ed efficiente: ci serve il biglietto unico metropolitano, sennò chi sta più fuori spende di più". È l’appello della sindaca di Monte San Pietro, Monica Cinti (nella foto).

Parlando nei giorni scorsi a un incontro a Bologna dell’associazione Il Tiro, Cinti è tornata sulle criticità di questo pezzo di prima montagna declassata dalla discussa nuova legge del Governo: "Uno va ad abitare fuori città – ragiona la sindaca – per permettersi case a prezzi migliori; dopo il Covid si è capito che si vive anche meglio nella città metropolitana. A Monte San Pietro abbiamo il doppio delle morti rispetto alle nascite, ma c’è un ‘segno più’ nel saldo migratorio grazie a persone che vengono da altri territori, comuni o nazioni. Ma abbiamo anche un 27% della popolazione over 65 anni e un 8% over 80: serve a loro più trasporto pubblico locale". Ma nel territorio del Comune, tagliato dalla via Lavino, ci sono aree e frazioni da migliaia di abitanti con trasporti anche solo ogni mezz’ora.