HomeEmilia RomagnaCronacaCertificati anti-rimpatrio: ora i pm indagano anche su altri ospedali dell’Emilia-RomagnaAcquisiti diversi documenti: gli indagati restano, almeno per ora, solo gli otto medici delle Malattie Infettive di Ravenna. Le chat: “Non ho fornito l’idoneità all’espulsione per una questione etica”. Gasparri (FI) ha presentato un’interrogazione al ministero. Bignami (FdI) si è augurato si vada fino in fondoAlcuni medici ospedalieri: le indagini sono state svolte dalla poliziaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 31 maggio 2026 – La prima onda sismica dell’intero movimento tellurico, si era manifestata quando il 10 luglio dell’anno scorso alla questura di Ravenna, per errore, era stato inviato un certificato di diniego del rimpatrio di uno straniero irregolare con allegata una “bozza del modulo prestampato per la valutazione di non idoneità alla vita nel cpr”, il centro di permanenza.
Otto medici indagati a Ravenna, verifiche in tutta la regione
Si trattava del medesimo documento scaricabile dal sito della Simm, la società di medicina delle migrazioni. Il conseguente terremoto aveva prima coinvolto otto medici del reparto delle Malattie Infettive di Ravenna - in quel periodo incaricato per le visite di idoneità - due dei quali sospesi dal gip Federica Liposcek per 10 mesi dalla professione con decisione poi confermata dal tribunale del Riesame di Bologna. E ora rischia di investire gli ospedali dell’Emilia Romagna. Su delega della procura di Ravenna a varie questure, è infatti appena terminata la raccolta di materiale di potenziale interesse investigativo. Toccherà ora agli inquirenti (squadra Mobile ravennate e Sco) esaminare quelle carte per capire se possano o meno contenere elementi in grado di estendere le ipotesi di reato ad altri camici bianchi. Otto i medici indagati: erano tutti in servizio al reparto delle Malattie Infettive di Ravenna. Ma l'inchiesta potrebbe allargarsi













