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Quel modulo non valuta la salute del migrante, punta a bloccare l’ingresso nei Cpr». È questo il commento dell’ex pm Antonio Rinaudo sull’inchiesta de Il Tempo relativa ai certificati di inidoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri che dalla Procura di Ravenna si sarebbe estesa a oltre cento casi in diverse regioni.

La bozza del certificato è disponibile online. Ha rilevato criticità?

«È la struttura stessa del modulo. Non sembra costruito per accertare se una persona straniera, in concreto, sia idonea o non idonea al trattenimento. Sembra costruito per arrivare sempre alla stessa conclusione: la non idoneità. Un certificato medico deve attestare una condizione individuale. Deve dire se quella persona, visitata in quel momento, presenti una patologia, una vulnerabilità o una condizione incompatibile con la permanenza nel Centro. Qui, invece, la motivazione sembra spostarsi dal soggetto alla struttura».

In che senso dal soggetto alla struttura?