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"Ho presentato un'interrogazione al ministro della Salute e al ministro dell'Interno perché facciano approfondimenti in relazione a quanto emerge da un'inchiesta pubblicata dal quotidiano 'Il Tempo'. La vicenda riguarda quanto è accaduto a Ravenna, dove alcuni medici avrebbero fornito delle certificazioni sanitarie utili ad alcuni clandestini per sottrarsi al trattenimento in un Cpr. La vicenda era emersa già tempo fa ma adesso sembra che abbia una più ampia ramificazione. Si parla di più di cento casi". Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Emerge anche la collaborazione con organizzazioni che hanno fatto nel favoreggiamento all'immigrazione clandestina una vera e propria ragione di vita. Si fa, infatti, riferimento a un movimento che si definisce 'Mai più lager-NO ai Cpr'". "In sostanza - aggiunge il senatore - questa certificazione, probabilmente non basata su effettive e reali condizioni sanitarie, è stata rilasciata per favorire l'uscita dai Cpr da persone che poi, in alcuni casi, sono stati protagonisti di atti illegali. Ovviamente la vicenda, già in parte emersa da tempo, va verificata. Ma, con questa interrogazione, chiedo dei controlli approfonditi da parte delle autorità competenti per verificare se questa prassi, come emerge dall'inchiesta, sia stata estesa a tutta Italia dopo la vicenda che era emersa a Ravenna". "Ci sono profili deontologici gravissimi perché una valutazione di tipo ideologico non può condizionare un accertamento di tipo sanitario", sottolinea Gasparri. "Del resto, l'Italia con una politica di ampia accoglienza nell'ambito dei flussi regolari, ha dimostrato grande equilibrio nelle politiche di immigrazione quindi ha ben diritto ad agire con chiarezza laddove vi siano ingressi clandestini e ancora di più laddove ci siano comportamenti illegali che favoriscono la clandestinità. Il mondo sanitario dà un prezioso apporto alla vita del Paese. Ed è il primo, quindi, che deve vigilare su fatti di questa natura".









