Sarà ufficialmente proclamato sindaco per la quinta volta nella mattinata di domani ma lui, salvo sorprese dell’ultimissimo minuto, non ci sarà. Una formalità a cui non tiene, soprattutto se si considera il fatto che è “ufficiosamente” al lavoro già da due mesi e “ufficialmente” da una settimana.Tra l’altro, non c’è mai andato neanche prima. È un inizio di sindacatura anomalo quello di Vincenzo De Luca che, oggi più che mai, rifugge la ritualità istituzionale e preferisce stare sul campo. Profilo pubblico basso e operatività elevata a più infinito, senza limiti di orario e confini. Ecco come è andata la prima settimana e come, a questo punto è lecito ipotizzarlo, come andrà almeno tutta l’estate. Qualcosa potrebbe cambiare dopo San Matteo, il primo milestone che il sindaco ha indicato per rendere palpabile e visibile la “svolta di Salerno” che ha annunciato ai salernitani e che porterà la sua firma.

Festa del 2 Giugno, dal voto del 46 ad AstroSamantha: le italiane in 8 decenni di foto Ansa Intanto, mentre le formalità fanno il loro corso, Vincenzo De Luca rifinisce e lima le scelte relative alla squadra di governo che dovrà accompagnarlo nei prossimi cinque anni. Non ci sono dubbi sui nomi, così come dovrebbe essere confermata la volontà di avere una giunta politica a tutto tondo. Ma ci sono un po’ di caselle da incastrare relativamente alla distribuzione delle deleghe. Si fa strada, in queste ore, l’idea di affidare a Nino Savastano l’assessorato allo sport. Una delega scomparsa dai radar nell’ultima consiliatura, che Savastano in carriera ha già gestito sia a livello comunale che provinciale, e che - in questo particolare momento storico - ha per Salerno un grande peso. “Salerno città dello sport” è uno dei principali slogan ripetuti da Vincenzo De Luca nel corso della campagna elettorale. E l’impiantistica sportiva resta croce e delizia per la città. Ci sono cantieri importanti: stadio Arechi-campo Volpe e PalaTulimieri; il Palazzetto dello Sport; il Parco D’Agostino. E ci sono anche ferite profonde: su tutti il Pattinodromo crollato e gli attigui campi da tennis che non se la passano meglio (due dei quattro sono attualmente interdetti per pericoli legati alla sicurezza e alla stabilità). E ancora, c’è il grande progetto, annunciato sempre in campagna elettorale, di avere una struttura sportiva adeguata e funzionante per ciascun quartiere, assieme a una generale riqualificazione degli impianti disseminati in città. Tanto lavoro da fare. Savastano potrebbe essere l’uomo giusto. Altra intenzione sempre più impellente è quella di premiare il lavoro di assessore ombra svolto da Fabio Polverino, pronto per il bilancio. Una mossa che “imporrebbe” di mettere Alessandro Ferrara alla guida del consiglio comunale e che permetterebbe, grazie alla nomina ad assessore di Paola De Roberto (che dovrebbe conservare le politiche sociali) di far entrare in assise non solo Marco Mazzeo ma anche Gigi Pacifico. Per il capitolo Progressisti, è probabile che Dario Loffredo conservi le attività produttive e Rocco Galdi la mobilità. Così come non si esclude che i lavori pubblici restino nelle mani del sindaco, idem per la sicurezza. Per il socialista Massimiliano Natella, che pure dovrebbe conservare l’ambiente, potrebbe esserci una sorpresa. Metterlo al turismo, provando a sfruttare la filiera di partito con l’assessore regionale Enzo Maraio potrebbe essere una strategia vincente. «Voi ci dovete mandare i soldi, poi a fare turismo ci pensiamo noi», ironizzò De Luca rivolto a Maraio in uno degli ultimi incontri pubblici della campagna elettorale. E Falcone resterebbe alla pubblica istruzione. Le quote rosa sono blindate: De Roberto, Memoli e Falcone, appunto. E dai Progressisti si preparano a essere promosse anche Alessandra Francese ed Eva Avossa. Sempre a proposito di scorrimenti, per il garofano rosso toccherà a Filomeno Di Popolo e a Felice Santoro per A Testa Alta.