La visita31 maggio 2026 alle 00:32Il leader glissa sul Campo largo. «Il Pnrr? I soldi li abbiamo trovati noi»
Il grazie per il lavoro dei primi due anni di Alessandra Todde e l’ambizione di tagliare il nastro anche tra 25 anni arriva dal leader Giuseppe Conte che si unisce all’applauso dei 400 tra coordinatori e referenti territoriali, consiglieri regionali, parlamentari, sindaci e amministratori 5Stelle riuniti al teatro “Garau” di Oristano. Nei 45 minuti sul palco Conte non ha detto una parola sul “Campo largo”, solo un accenno per ribadire la volontà di non mollare sui punti “non negoziabili”: politica estera, economia, finanze, solidarietà, autorevolezza. Non battere la destra per batterla qualunque siano i programmi ma batterla per rifare l’Italia.
L’attacco
Giuseppe Conte è stato duro con il governo di Giorgia Meloni, in mezz’ora ha radiografato i malanni che sarebbero i mali del Paese. «I decretini non servono a nulla, abbiamo un governo incapace e i danni li paghiamo noi, li pagano i cittadini, li stanno pagando le famiglie e le imprese. In questi quattro anni non c’è uno straccio di piano industriale che aiuti l’industria manifatturiera in grave difficoltà. Non solo soffriamo la concorrenza della Cina ma adesso anche dei Paesi dell’Est. Obiettivamente non siamo più competitivi». Come uscirne? «Dobbiamo guardare più avanti, all’innovazione tecnologica e anticiparla. Per questo abbiamo riservato due edizioni all’intelligenza artificiale». Secondo Conte l’AI e la robotica porteranno verso un futuro «in cui si lavorerà sempre meno, i lavori tradizionali spariranno, quella mano d’opera non servirà più se non in alcuni settori come l’artigianato e altri di pregio artistico». Un viaggio suggestivo ma anche pieno di incognite. Giuseppe Conte propone la soluzione: «Bisogna lavorare per formare e riqualificare come sta facendo Alessandra Todde».








