Aveva la capacità di uscire dallo schermo fino a passeggiare nel pubblico. La presenza, la voce – calda e roca, profonda eppur chiara – e gli sguardi, con quella capacità di apparire al tempo stesso ingenua e un filino torbida, a cui nemmeno un presidente poteva reggere a lungo senza tentennare. Una dea trascinata là dove la vita è negata e la bellezza calpestata
Quando gli assistenti mortuari portarono via dalla sua villa in stile spagnolesco (una villa che adesso i proprietari vogliono abbattere, ma il comune di Los Angeles si oppone) il corpo pieno di barbiturici di Marilyn Monroe, la povera ragazza contava appena 36 anni ed era stata fino al giorno prima l’emblema della vita. Il prossimo 1° giugno, se quella sciagurata notte avesse resistito alla depressione, avrebbe avuto l’opportunità di spegnere 100 candeline magari accese su una di quelle torte dalle quali era capace di saltar fuori, bellissima e sensuale, cantando Tanti Auguri al presidente.













